Non occorre essere degli esperti filmaker per produrre video tutorial. Il cellulare, oggetto ormai sempre a portata di mano, permette di realizzare brevi riprese di una spiegazione verbale, di un esempio di tecnica strumentale, o di una parte vocale da studiare, avendo sempre a disposizione l’esempio del docente. La ripresa video può essere condivisa tramite un qualsiasi repository in cloud, con un’impostazione di privacy dedicata solo agli alunni, a carattere assolutamente informale. In questo modo i discenti avranno la possibilità di rivedere e riascoltare, utilizzando i propri tempi e il proprio stile di apprendimento, estendendo così il tempo delle prove e della lezione. Questo non deve essere considerato come una sostituzione della didattica in presenza e della relazione personale: sono elementi insostituibili per la creazione di quella relazione didattica che, se ben impostata, si alimenta di passione e di cura personale. I videotutorial sono da ritenere un supporto alla memoria, una guida allo studio che in questo modo resta sempre focalizzato su ciò che è importante e corretto. La possibilità di creare link di condivisione individuale o per gruppi permette di non esporsi per forza a una pubblicazione aperta a chiunque, non sempre gradita e non sempre opportuna.
C’era una volta lo spartito cartaceo, statico, su cui era possibile al massimo annotare alcune indicazioni fornite dal docente durante le prove. Con l’avvento del digitale anche le partiture sono facilmente reperibili per qualsiasi tipo di device. Da anni, sono molte le orchestre che hanno scelto di sostituire sui leggii lo spartito cartaceo con quello digitale, utilizzando sistemi di voltapagina con pedali collegati bluetooth o con sistemi intelligenti che seguono il ritmo dello spartito per girare pagina automaticamente [1]. Nell’applicazione didattica, i benefici delle partiture digitali possono essere molti; basta infatti un link per offrire agli alunni spartiti che scorrono mentre si suona, con un cursore che tiene il segno facilitando molto la lettura dei meno esperti. Il grosso vantaggio di questo tipo di partiture è che sono anche sonore: possono essere attivate come esecutrici di quanto scritto in notazione. Nonostante la qualità dei suoni non sia eccelsa a causa del formato MIDI dell’audio, questa funzione fornisce una preziosa guida sonora e un supporto alla memoria musicale. L’alunno, ascoltando quello che sta leggendo in partitura, può confrontarlo con quanto produce in autonomia, esercitando la capacità di ascoltare, confrontare e cogliere l’errore. Certamente mancherà l’aspetto del calore interpretativo, ma per quello ci sarà spazio al momento del suonare/cantare insieme, con la guida del docente in presenza. Sono molti i software e le app che permettono di scrivere autonomamente le partiture, personalizzandole; molti di questi sono di altissimo livello e complessità d’uso e sono a pagamento. Per attività musicali del primo ciclo consiglio l’app Flat.io [2]. È totalmente in cloud, permette la costruzione collaborativa delle partiture, la condivisione tramite link e, pur essendo un’app freemium, permette un ampio e soddisfacente utilizzo già nella versione gratuita. Inoltre, il docente può impostare la velocità di esecuzione automatica e modificarla secondo le esigenze, in modo da guidare l’alunno nello studio partendo dal lento, fino alla velocità di esecuzione finale. Flat.io permette inoltre di scaricare il PDF dello spartito e il file MIDI, con possibilità di integrazione con altre app per lo sviluppo della creatività musicale.La partitura diventa così uno strumento estremamente dinamico che aiuta e guida molto gli studenti nello studio, favorendo la memorizzazione musicale e guidando la lettura grazie al cursore che tiene il segno.
Esistono numerosi strumenti e piattaforme gratuite che, se ben gestiti, possono produrre notevoli benefici nel perseguire l’acquisizione di competenze di base. Tra le tante proposte sperimentate con successo, ho scelto di proporre la piattaforma 4four.io per lo sviluppo delle capacità di ascolto e ritmiche e Musictheory per la lettura delle note e l’allenamento dell’orecchio armonico.4four.io3 è una piattaforma gratuita online le cui qualità primarie sono la facilità di accesso da qualsiasi device e la possibilità di essere utilizzata con buoni risultati anche senza la creazione di account. Questa piattaforma totalmente gratuita offre una vasta scelta di esercizi utili allo sviluppo delle competenze di base legate all’ascolto, alla lettura, alla scrittura e all‘esecuzione di strutture ritmiche. Tra i tanti esercizi a disposizione ho verificato che i primi tre, Bar Ear, Bar Eye e Beat rappresentano una combinazione che potrei tradurre con Ascolto, Leggo e Scrivo e sono particolarmente efficaci. Nell’esercizio Bar Ear viene proposto un pattern ritmico e poi quattro ascolti. L’utente è invitato, osservando il pattern, a riconoscere quale dei quattro ascolti è quello corretto. L’esercizio si rinnova a ogni tentativo. Invece, in Bar Eye la situazione è rovesciata: viene subito visualizzata la scrittura dei pattern e, attivando l’ascolto, bisogna abbinare il pattern ascoltato al ritmo corretto tra quelli visualizzati. In Beat il meccanismo è quello del dettato ritmico: vengono mostrate alcune figure ritmiche mentre si ascolta il pattern da ricostruire e, con un semplice click, si utilizzano le figure ritmiche proposte come se fossero dei mattoncini da costruzione. Gli esercizi sono strutturati in modo che a ogni errore segua un feedback che indica in quale punto esso compare e permette di ascoltare sia l’originale corretto sia la versione sbagliata, mettendole a confronto in modo visivamente chiaro. Alla fine dell’esercizio, l’utente riceve un feedback sotto forma di badge con l’indicazione della percentuale di successo ottenuto. Analizzando le caratteristiche principali con cui sono costruiti questi esercizi, appare evidente che uno degli elementi vincenti di questa modalità di allenamento risiede nella continua varietà delle prove, che vengono rinnovate automaticamente. L’utente ha solo il compito di scegliere il tipo di esercizio, gli ingredienti (cioè le figure ritmiche) che devono essere contenuti, la velocità con cui vengono presentati i pattern ritmici, il numero di prove all’interno dell’esercizio e la modalità di presentazione (tradizionale, in stile Kodály, Takadimi, numerico). Una volta inserite le caratteristiche desiderate, viene anche generato un link che il docente può condividere liberamente. Il software della piattaforma genera prove sempre nuove dell’esercizio richiesto e ne permette la fruibilità da qualsiasi device e senza alcun limite di ripetizioni. Un altro elemento molto utile è la funzione Beat guide, cioè un‘evidenziazione attorno a ogni battuta che appare mentre le note vengono suonate e mostrate. Questa caratteristica permette a tutti di tenere il segno e di sapersi orientare nella lettura, anche in assenza del docente come riferimento. Il feedback dell’errore, il badge con la percentuale di successo e il Beat guide sono elementi che favoriscono l’autonomia di chi si esercita e attivano un altro fattore altamente motivante: l’elemento di sfida. Essa diventa produttiva perché è rivolta verso se stessi, dunque non costituendo fonte di ansia, ma anzi generando il desiderio di raggiungere l’obiettivo con la possibilità di esercitarsi in autonomia, con facilitatori che guidano e permettono di utilizzare l’errore come mezzo per comprendere e migliorarsi. La modalità di sfida con se stessi è la medesima per gli esercizi che il docente può creare con pochi click sulla piattaforma Musictheory [4], che propone esercizi che spaziano dalla semplice lettura delle note all’allenamento dell’orecchio armonico. Anche gli esercizi presenti su questa piattaforma possono essere utilizzati senza l’obbligo di creazione di un account e gli esercizi predisposti dal docente sono utilizzabili da qualsiasi device.
Apprendere deve essere un piacere. Ciò che ci diverte e ci coinvolge non ci fa percepire la fatica e ci permette di essere attivi, coinvolti, appassionati, rispettosi delle regole, motivati, apprendendo in modo informale ma efficace. Sono molte le piattaforme che mettono a disposizione gratuitamente giochi già pronti, costruiti per l’acquisizione di conoscenze e competenze. Una delle più ricche è LearningApps.org [5], un‘applicazione web nata come progetto di ricerca in un‘università svizzera con lo scopo di sostenere i processi di apprendimento tramite giochi interattivi. I giochi esistenti, chiamati app, possono essere inseriti direttamente negli ambienti didattici in cloud, ma anche creati o modificati dagli utenti stessi online. Quindi i moduli in sé non rappresentano un‘unità didattica completa, ma devono essere applicati a un corrispondente scenario di insegnamento e rappresentano un’ulteriore possibilità di variare l’esercitazione individuale.