Per il nostro mondo corale è un giorno di grande festa che stimola a investire ancor più nella coralità infantile e a farlo in maniera sempre più mirata e consapevole. Rimane solo una piccola zona d’ombra, destinata alla pura riflessione: è curioso che tra gli obiettivi specifici perseguiti con questa progettualità il bando non nomini una sola competenza prettamente musicale. Forse è davvero l’occasione buona per ribadire l’importanza delle competenze trasversali potenziate dal far coro, ma anche l’importanza di un linguaggio artistico alla pari degli altri la cui bellezza dovrebbe esser mostrata ai bambini anche se non sviluppasse in maniera così significativa competenze cognitive, affettive, linguistiche e sociali. Abbiamo la fortuna di parlare di questo importante bando con Annalisa Spadolini, coordinatrice del nucleo tecnico operativo del Comitato musica del Ministero dell’Istruzione. Musicista professionista, da anni coniuga questa attività con quella di ricercatrice e di formatrice, prendendo parte a convegni nazionali e internazionali e pubblicando per riviste specializzate del settore. È referente nazionale di venti progetti nazionali di formazione in servizio per docenti di musica delle scuole di ogni ordine e grado e dal 2013 per la RCS coordina il Forum telematico degli annali della pubblica istruzione dal titolo “Musica e scuola”.
Questo avviso di selezione segna un piccolo punto d’arrivo nella storia dell’educazione musicale, perché finalmente riconosce la sua importanza all’interno della scuola primaria.
È un provvedimento che arriva dopo una serie di norme già attuate dal Ministero dell’Istruzione. Questi finanziamenti, attribuiti con la Legge n. 440 del 1997 nata per finanziare le progettualità delle scuole e per ampliarne l’offerta formativa, si ripetono ogni anno. E annualmente quindi si individuano diverse tematiche attraverso le quali dare finanziamenti alle scuole a seguito di presentazione di progetti. Per quest’anno scolastico si è deciso di affidare alla pratica corale una parte di questi finanziamenti, che sono 680 mila euro, per un totale di duecento progetti su attività corali per la scuola primaria. Il provvedimento non è nato in maniera improvvisa; rientra in una serie di azioni del Ministero dell’Istruzione per potenziare le attività creative e artistiche, soprattutto musicali, nella scuola italiana. Come lei sa, noi del Comitato nazionale per l’apprendimento della musica per tutti gli studenti abbiamo proposto e lavorato alla stesura di un decreto legislativo, il numero 60 del 2019, avente valore di Legge ordinaria, delega della Legge 107/2015, detta la “Buona scuola”. È un decreto legislativo che intende dare ordine agli studi musicali e artistici della scuola italiana. Da questo decreto legislativo sono derivate altre norme che hanno riguardato la possibilità degli enti esterni di accreditarsi presso il Ministero per poter collaborare con le scuole su tematiche artistiche, il D.I. 764/2019, un decreto che intende dare continuità tra licei musicali e conservatori, il D.M. n. 382/2018, un altro decreto – tutt’ora in via di definizione – di revisione del Decreto 201/1999 di riorganizzazione dei corsi a indirizzo musicale nella scuola secondaria di primo grado e poi il Piano delle Arti. Quest’ultimo è un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM del 12 maggio 2021) che stabilisce finanziamenti, due milioni di euro l’anno, da destinare alle scuole e alle reti di scuole per progetti relativi alla musica e alla creatività a scuola. Negli ultimi tre anni sono stati già distribuiti sei milioni di euro a circa 750 istituti scolastici e in più nell’anno scolastico 2021-2022, altre 217 scuole, con un finanziamento di un altro milione di euro, potranno lavorare per la promozione dell’arte e della musica a scuola. Infine, il Dipartimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali del Ministero dell’Istruzione, sempre su sollecitazione del Comitato, ha deciso di destinare una parte dei finanziamenti della Legge 440 alla coralità nella scuola primaria. È certamente una scelta decisa che viene e deriva da una serie di azioni che da circa quindici anni stiamo portando avanti all’interno del Ministero per riconoscere la pratica musicale nelle scuole.
Azioni importantissime che continuano a supplire alla mancanza di figure competenti a livello musicale nelle scuole. Se non erro nel 2019 era stata fatta una proposta di legge che prevedeva di inserire un insegnante di musica all’interno delle scuole primarie per rendere l’insegnamento della musica definitivamente “curricolare”.
Questo obiettivo, purtroppo, non siamo ancora riusciti a realizzarlo. Con il Decreto Ministeriale n. 8 del 2011, che stabilisce quali debbano essere i titoli dei docenti per insegnare musica nella primaria, abbiamo iniziato una battaglia molto determinata che politicamente non ha avuto ancora successo. Però con il D.M. n. 8/11 circa un migliaio di scuole in Italia, provviste di docenti con titoli musicali, hanno deciso di proporre attività di pratica musicale nelle scuole primarie. Il Comitato in questi anni non ha mai smesso di chiedere un aumento di organico e quindi la possibilità di inserire questo docente specialista in aggiunta al corpo docenti della scuola. Non siamo ancora riusciti a realizzare per la musica ciò che sembra si stia realizzando per la motoria nella primaria.
È curioso che questa conquista arrivi nel 2021 a seguito di più di un anno di quasi completo fermo delle attività corali e del canto all’interno della scuola. Forse la pandemia ha messo in luce, attraverso la mancanza, l’importanza della voce e dell’espressione musicale tra i bambini?
È sicuramente un segnale politico degno di nota, a fronte delle problematiche di questi due anni, delle difficoltà dei dirigenti scolastici che si sono trovati a gestire questioni di salute e sicurezza e a prendere così l’impopolare decisione di fermare le attività musicali, in particolare modo quelle che coinvolgevano gli strumenti a fiato e il canto. Con un finanziamento di questo tipo è come se il Ministero dicesse: ripartiamo e partiamo dal canto. È un segnale di ripresa, di attenzione. Tra l’altro, nel mese di ottobre dell’anno scolastico precedente il Ministero, su nostra sollecitazione, emanò una nota nella quale si davano istruzioni su come poter svolgere attività musicali a scuola e spesso questa nota è stata ignorata, proprio per le diverse situazioni di sicurezza dei vari territori. Di fronte ai protocolli di sicurezza autonomi delle scuole, il Ministero non può intervenire, soprattutto quando si tratta di problemi di salute pubblica.
Quanti progetti sono arrivati, quante domande?
Non ho contezza del numero dei progetti inviati. Sono dati che richiedono tempo per essere elaborati. La scadenza per la presentazione era il 15 novembre 2021 e, a seguito della verifica di ammissibilità dei progetti (spesso si sono verificati piccoli errori da parte delle scuole, la mancanza di una firma o il ritardo di un minuto nell’invio), l’iter prevedeva che il Ministero, dopo aver ricevuto le domande, le inviasse alle commissioni degli Uffici scolastici regionali per la loro valutazione. Ci sono regioni che avranno più cori finanziati, perché i finanziamenti sono distribuiti territorialmente secondo criteri di popolosità, di numero di scuole e di allievi. Sono stati comunque finanziati 200 cori in tutta Italia.
Che scopi didattici persegue il Ministero con questo avviso di selezione?
La finalità riguarda lo sviluppo delle competenze cognitive, affettive, sociali e linguistiche, il potenziamento della capacità di ascolto di sé e dell’altro, lo sviluppo dell’apprendimento cooperativo, il potenziamento delle competenze comunicative, della capacità di interagire con l’altro, dell’educazione alla cittadinanza. Tutto ciò che la musica d’insieme in generale favorisce. E poi c’è tutta una parte dell’avviso che dà indicazioni alle scuole sull’importanza di organizzare cori scolastici per tutti i benefici che ormai le neuroscienze riconoscono.
C’è anche la conoscenza più specifica del linguaggio musicale che prestiamo sempre ad altro ma che ha un suo valore intrinseco…
Certo, questo decreto si basa sulla convinzione che il canto e la pratica corale rivestano un’importante funzione di sviluppo di alcuni requisiti che possono aiutare a costruire la personalità dell’alunno, rendendolo soggetto attivo del proprio apprendimento. Oltre a favorire tutte le competenze trasversali sopra citate, la musica d’assieme affina altre abilità e il gusto estetico. Per non parlare poi dell’educazione all’orecchio, del senso ritmico e di un utilizzo consapevole della propria voce e quindi del proprio corpo.
La progettualità sarà limitata a un’annualità o prevedete la possibilità di estenderla?
La rendicontazione delle attività è prevista a fine anno scolastico 2021-2022 ma c’è la possibilità di richiedere una proroga, nel caso di un impedimento allo svolgimento dell’attività. In realtà il finanziamento, che onestamente non è alto perché sono previsti solo 3400 euro per coro, potrebbe anche essere capitalizzato a livello culturale per proseguire con l’attività corale nel tempo. È un principio di politica educativa riconoscere le potenzialità della pratica corale all’interno di una progettualità d’istituto come segno di identità collettiva e partecipata.